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Imposta di bollo su fatture elettroniche

Nuove regole per il pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche dal 01 gennaio 2021

IMPOSTA DI BOLLO (1)

Per le fatture elettroniche emesse dal 1° gennaio 2021 sono cambiate le tempistiche relative al versamento dell’imposta di bollo, che deve essere assolta entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo alla chiusura del primo, terzo e quarto trimestre. Per le fatture elettroniche del secondo trimestre, invece, l’imposta di bollo deve essere versata entro il 30 settembre. Sono previsti termini diversi nel caso in cui l’ammontare dell’imposta di bollo complessivamente dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre dell’anno non è superiore a 250 euro e quando l’imposta di bollo dovuta nei primi 2 trimestri dell’anno non è superiore a 250 euro.

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Per le fatture elettroniche inviate tramite SdI, l’Agenzia delle entrate predispone due distinti elenchi, contenenti gli elementi identificativi, rispettivamente:

  • delle fatture elettroniche emesse che riportano l’assolvimento dell’imposta di bollo (denominato Elenco A, non modificabile).
  • delle fatture elettroniche riferite alle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2021, emesse e inviate tramite SdI che non riportano l’assolvimento dell’imposta di bollo ma per le quali emerge tale obbligo (denominato Elenco B, modificabile) sulla base dei criteri soggettivi e oggettivi descritti nelle specifiche tecniche allegate al presente provvedimento.

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Entrambi gli elenchi sono resi disponibili a chi ha emesso la fattura (al cedente/prestatore) mediante un apposito servizio web all’interno dell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi nel sito internet dell’Agenzia delle entrate, entro il giorno 15 del primo mese successivo alla chiusura di ogni trimestre solare.

Tecnicamente l’Elenco A contiene gli elementi identificativi delle fatture elettroniche ordinarie e semplificate, comprese le fatture elettroniche PA, trasmesse tramite SDI e non scartate, nelle quali è stato indicato l’assolvimento dell’imposta di bollo (tag valorizzato con “SI”).

Per quanto riguarda invece le autofatture, che riportano l’indicazione dell’assolvimento del bollo, emesse dal cessionario/committente per regolarizzazione o integrazione[1] (fatture elettroniche che riportano nel tag il valore “TD20”) , sono messe a disposizione nell’Elenco A del solo cessionario-committente.

Per la costituzione dell’Elenco B sono selezionate tutte le fatture ordinarie tra privati, ordinarie PA, e semplificate, riferite ad operazioni effettuate dal 1° gennaio 2021 nelle quali non è stato indicato l’assolvimento dell’imposta di bollo (tag non presente nell’XML della fattura), dove sono presenti (anche o esclusivamente) operazioni di cessione di beni e/o fornitura di servizi per le quali sono soddisfatte le seguenti condizioni:

La sommatoria degli importi risulta maggiore di 77,47 euro;

è stata indicata la “natura”:

N2.1 e N2.2 (operazioni non soggette IVA), oppure

N3.5 e N3.6 (operazioni non imponibili IVA), oppure

N4 (operazioni esenti IVA)

non è stata indicata nessuna codifica per il non assoggettamento all’imposta di bollo.

Non sono selezionate le fatture elettroniche che riportano nel tag uno dei seguenti codici:

TD16 – integrazione fattura reverse charge interno

TD17 – integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero

TD18 – integrazione per acquisto di beni intracomunitari

TD19 – integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art.17 c.2 DPR 633/72

Non sono selezionate le fatture elettroniche ordinarie tra privati, ordinarie PA, e semplificate che riportano nel tag uno dei seguenti codici:

RF05 – Vendita sali e tabacchi

RF06 – Commercio fiammiferi

RF07 – Editoria

RF08 – Gestione servizi telefonia pubblica

RF09 – Rivendita documenti di trasporto pubblico e di sosta

RF10 – Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al DPR 640/72

RF11 – Agenzie viaggi e turismo

Non sono selezionate le fatture elettroniche dove il cedente/prestatore e il cessionario/committente appartengono allo stesso Gruppo IVA.

Terminata la fase in cui il soggetto passivo Iva può ancora apportare eventuali modifiche, la nuova procedura informatica procederà al calcolo dell’importo complessivamente dovuto a titolo di imposta di bollo per il trimestre di riferimento. Sulla base dei dati delle fatture elettroniche indicate nell’elenco A e nell’elenco B eventualmente modificato, è calcolato ed evidenziato, nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi del cedente/prestatore, l’importo dovuto a titolo di imposta di bollo entro il giorno 15 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre solare di riferimento. Detto termine è prorogato al 20 settembre per le fatture elettroniche relative alle operazioni effettuate nel secondo trimestre solare e inviate tramite SdI nel medesimo periodo.

Il contribuente potrà procedere al pagamento dell’imposta mediante addebito sul conto corrente grazie alla funzionalità presente nel portale “Fatture e Corrispettivi” o, in alternativa, potrà effettuare il pagamento utilizzando il modello F24.

Per accedere al portale fatture e corrispettivi i titolari della partita IVA possono utilizzare  lo  SPID cittadino.

Se non ne sono in possesso è possibile per le persone fisiche ottenere lo SPID cittadino gratuitamente cliccando qui.

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