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Giacomo Bucaccio
Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti - Professore di Diritto ed Economia Politica.
8 Lug 2021

Dichiarazione dei redditi Lavoratore Autonomo in Forfettario

Quando e quanto dovrà pagare un lavoratore autonomo? Cosa aspettarsi dalla dichiarazione dei redditi senza ricevere brutte sorprese?

Dichiarazione dei redditi Lavoratore Autonomo in Forfettario

I calcoli per la Dichiarazione dei redditi

Vediamo di seguito quante imposte e contributi dovrà pagare un lavoratore autonomo in regime forfettario “senza cassa previdenziale” iscritto alla Gestione Separata INPS.

Ipotizzando che un lavoratore autonomo decida di aprire la partita iva nell’anno X.

Possedendo i requisiti per l’accesso al regime forfettario, potrà beneficiare di una deduzione forfettaria dei costi sul fatturato, e di un’aliquota d’imposta ridotta al 5% se si tratta di una nuova attività. Per maggiori informazioni sul regime forfettario cliccare qui.

Per l’anno in cui è stata aperta la partita iva, il lavoratore autonomo iscritto alla gestione separata INPS non pagherà nulla.

E’ importante però che il lavoratore autonomo sappia quanto debba aspettarsi di pagare al momento della dichiarazione dei redditi per non avere brutte sorprese.

I primi importi da pagare saranno calcolati in sede di dichiarazione dei redditi, a Giugno dell’anno X + 1.

In questa sede saranno calcolati sui redditi conseguiti nell’anno X sia i contributi da pagare, che l’imposta sostitutiva.

Essendo già a metà dell’anno X + 1, viene richiesta una “prima rata” per l’anno in corso (acconto).

Tale acconto è pari a:

– 40% dei contributi INPS dovuti per l’anno X

– 50% dell’imposta dovuta per l’anno X

Un secondo acconto dello stesso importo dovrà essere versato a Novembre.

Gli acconti sono obbligatori. Potranno non essere versati soltanto in caso di chiusura in corso d’anno dell’attività, o di sostanziale inattività.

A quanto ammontano i contributi INPS Gestione Separata?

Per i redditi conseguiti nel 2020, il contributo INPS Gestione separata ammonta al 25,72% del reddito imponibile previdenziale.

Applicando l’aliquota del 25,72% al Reddito Previdenziale calcolato come sopra detto, si ottengono i contributi da versare.

Per i redditi conseguiti nel 2021 è stato previsto un aumento dell’aliquota contributiva dello 0,26%, e dello 0,51% per il 2022 e 2023.

Per ulteriori informazioni sulle aliquote consultare l’INPS.

Vediamo un esempio per la Dichiarazione dei Redditi:

Ipotizziamo che Tizio abbia aperto la p.i. nel 2020. Per tutto l’anno 2020 non pagherà né imposte e né contributi.

Arrivati a Giugno 2021 verrà predisposta la dichiarazione dei redditi (modello Unico) relativa al 2020.

Ipotizziamo che Tizio abbia incassato 15.000€ nel corso dell’anno. Ipotizziamo inoltre che Tizio abbia un Codice Ateco con redditività al 67%.

calcolo dichiarazione 1

Gli importi dovuti dalla Dichiarazione dei Redditi per l’anno 2020 sono pari a:

  • INPS –> 2.584,86€
  • Imposta Sostitutiva –> 373,26€

Oltre agli importi relativi al 2020, essendo già a metà 2021, sarà richiesto un acconto (prima rata) per l’anno in corso pari a:

  • INPS –> 1.033,94€ (40%)
  • Imposta sostitutiva –> 186,63€ (50%)

Stesso acconto sarà dovuto a Novembre.

A Giugno 2022 sarà predisposta la dichiarazione dei redditi relativa al 2021 e verranno sottratti agli importi dovuti quanto già versato nei due acconti. Potrà emettere un debito a saldo o un credito da utilizzare nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

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