Sbagliare i tempi di un versamento IVA o calcolare in modo errato l’importo da pagare può costarti caro in quanto le sanzioni applicate dall’Agenzia delle Entrate partono dal 25% dell’imposta non versata e crescono rapidamente se il ritardo supera i 90 giorni.
Per chi gestisce una partita IVA, la liquidazione IVA è un obbligo centrale.
Questo meccanismo richiede di integrare correttamente comunicazioni e dichiarazioni per bilanciare quanto incassato e quanto pagato di imposta sul valore aggiunto.
Il problema è che molti soggetti passivi IVA affrontano questo obbligo senza avere chiara la differenza tra IVA a debito e IVA a credito, confondono le scadenze delle liquidazioni mensili con quelle delle liquidazioni trimestrali, oppure trascurano la trasmissione della comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (nota come LIPE).
Il risultato è spesso un versamento sbagliato, un credito IVA non sfruttato o, peggio ancora, una sanzione evitabile.
L’IVA funziona come una partita di giro: tu la riscuoti dai tuoi clienti quando emetti una fattura e la paghi ai tuoi fornitori quando ricevi le loro fatture ricevute.
Non è un ricavo né un costo della tua attività.
La liquidazione periodica IVA serve proprio a determinare la differenza tra queste due voci e a stabilire se devi effettuare un versamento IVA all’erario tramite modello F24 oppure se maturi un credito IVA da portare avanti o utilizzare in compensazione verticale.
La cadenza con cui devi eseguire questo calcolo dipende dal tuo volume d’affari: chi supera un certo limite rientra nel regime della IVA mensile, chi resta al di sotto può optare per la IVA trimestrale, con regole e interessi differenti.
Alcune categorie, come gli autotrasportatori per conto terzi, seguono una liquidazione IVA trimestrale speciale con tempistiche proprie.
Cosa troverai in questa guida:
- Come funziona il meccanismo dell’IVA e perché le imprese agiscono come intermediari dello Stato
- Che cos’è la liquidazione IVA e qual è la differenza tra IVA a debito e IVA a credito
- La formula per calcolare l’importo dovuto o il credito maturato, con un esempio numerico concreto
- Le differenze operative tra liquidazione IVA mensile, trimestrale ordinaria e trimestrale speciale
- Il calendario aggiornato delle scadenze per i versamenti IVA e l’invio telematico LIPE
- Come compilare il Quadro VP e trasmettere la comunicazione all’Agenzia delle Entrate
- I codici tributo corretti da indicare nel modello F24 e le regole per il pagamento
- Come funziona il ravvedimento operoso in caso di ritardo o errore nel versamento
Leggi questa guida dall’inizio alla fine se stai cercando un quadro completo e aggiornato di tutti gli adempimenti collegati alla liquidazione IVA.
Se invece hai un dubbio specifico, usa i titoli delle sottosezioni per raggiungere direttamente il punto che ti interessa.
Ogni passaggio è scritto per aiutarti a prendere decisioni operative concrete: dal controllo dei registri IVA al calcolo dell’acconto IVA, fino alla compilazione della dichiarazione IVA annuale.
Tieni presente che alcune regole possono variare in base alla tua forma giuridica, al regime fiscale adottato e alla natura delle operazioni che effettui.
Le soglie, le scadenze e i codici tributo indicati riflettono la normativa vigente, ma è sempre opportuno verificare la tua situazione specifica con un professionista qualificato.
Come funziona l’IVA?
Prima di affrontare il calcolo e le scadenze della liquidazione, è fondamentale capire il meccanismo di base dell’imposta sul valore aggiunto.
L’IVA è un’imposta indiretta sui consumi: colpisce il consumatore finale, ma viene riscossa e versata allo Stato attraverso le imprese e i professionisti che partecipano alla catena produttiva e commerciale.
Quando vendi un bene o un servizio, aggiungi l’IVA al prezzo e la incassi dal tuo cliente tramite la fattura.
Quella somma non è un tuo ricavo: è denaro che transita nella tua cassa e che dovrai restituire all’erario.
Si dice, per questo, che l’IVA è una “partita di giro”.
Lo stesso accade al contrario: quando acquisti materie prime, servizi o beni strumentali, paghi l’IVA al tuo fornitore, ma quella somma non rappresenta un costo definitivo per te, perché potrai recuperarla.
In pratica, le imprese e i professionisti agiscono come intermediari tra il consumatore e lo Stato.
Il sistema si regge su un principio semplice: ogni soggetto della catena detrae l’IVA pagata sugli acquisti dall’IVA incassata sulle vendite e versa la differenza.
Questo meccanismo si concretizza proprio nella liquidazione periodica IVA, che rappresenta il momento in cui fai i conti con l’erario.
Cos’è e come funziona la liquidazione IVA?
La liquidazione IVA è l’operazione contabile con cui, a cadenza periodica, determini se la tua posizione nei confronti dello Stato è a debito oppure a credito.
In termini pratici, confronti il totale dell’IVA che hai addebitato ai tuoi clienti nelle fatture emesse con il totale dell’IVA che hai pagato ai fornitori sulle fatture ricevute e sui documenti registrati nel registro IVA acquisti.
Se il primo importo supera il secondo, hai un debito e devi versare la differenza.
Se accade il contrario, maturi un credito IVA che puoi riportare al periodo successivo, utilizzare in compensazione con altri tributi o, a determinate condizioni, richiedere a rimborso.
La liquidazione va eseguita con cadenza mensile o trimestrale, a seconda del tuo volume d’affari e del regime scelto, e i dati che ne emergono confluiscono sia nei versamenti IVA periodici sia nella dichiarazione IVA annuale.
IVA a debito e IVA a credito – Quali sono le differenze ?
Per gestire correttamente la liquidazione devi avere ben chiari due concetti fondamentali che ricorrono in ogni calcolo.
L’IVA a debito è l’imposta che hai applicato e incassato sulle tue vendite.
Quando emetti una fattura con aliquota al 22%, quella quota di IVA non è un guadagno tuo: è un importo che devi trasferire allo Stato.
Finché resta nella tua disponibilità, è a tutti gli effetti un debito verso l’erario.
L’IVA a credito è l’imposta che hai pagato ai tuoi fornitori per acquisti di beni e servizi inerenti alla tua attività.
Non è un costo definitivo: hai diritto a recuperarla detraendola dall’IVA a debito.
Per poter esercitare la detrazione, le operazioni devono essere correttamente annotate nei registri IVA e i documenti devono rispettare i requisiti previsti dalla normativa.
Il rapporto tra queste due voci determina, periodo dopo periodo, se devi pagare o se accumuli credito.
Se in un trimestre hai venduto molto e acquistato poco, l’IVA a debito sarà più alta e dovrai effettuare un versamento IVA.
Se invece hai sostenuto forti investimenti, il credito potrebbe superare il debito.
Come calcolare la liquidazione IVA?
Il calcolo si basa su una formula lineare.
In questa fase è utile predisporre un prospetto di liquidazione iva per monitorare con precisione i saldi del periodo.
Liquidazione IVA = Totale IVA a debito − Totale IVA a credito
Se il risultato è positivo, devi versare quella somma allo Stato entro le scadenze previste.
Se è negativo, il credito viene riportato al periodo di liquidazione successivo e potrai utilizzarlo in compensazione verticale con i futuri debiti IVA o, rispettando specifiche condizioni e soglie, in compensazione orizzontale con altri tributi nel modello F24.
Facciamo un esempio concreto. Supponi di aver emesso nel mese di marzo fatture per un totale imponibile di 15.000 euro con aliquota 22%.
L’IVA a debito ammonta a 3.300 euro.
Nello stesso mese hai ricevuto fatture d’acquisto per 8.000 euro di imponibile, con IVA pari a 1.760 euro.
La liquidazione produce un debito di 3.300 − 1.760 = 1.540 euro, che dovrai versare entro il 16 aprile.
Se invece le fatture d’acquisto avessero avuto un imponibile di 18.000 euro (IVA: 3.960 euro), avresti ottenuto un credito di 660 euro da riportare al mese successivo.
Ricorda di verificare anche eventuali rettifiche, note di variazione e acconto IVA versato a dicembre, che possono modificare l’importo finale.
Liquidazione IVA mensile o trimestrale – Quali differenze ci sono?
La cadenza con cui esegui la liquidazione dipende dal tuo volume d’affari e, in alcuni casi, dalla categoria di attività.
Di seguito trovi le tre modalità previste dalla normativa:
| Modalità | Chi la applica | Cadenza | Maggiorazione interessi |
|---|---|---|---|
| Mensile | Soggetti con volume d’affari superiore a 700.000 euro (servizi) o 700.000 euro (altre attività), oppure chi sceglie volontariamente il regime mensile | Ogni mese | Nessuna |
| Trimestrale ordinaria | Soggetti con volume d’affari entro i limiti previsti che esercitano l’opzione | Ogni trimestre | 1% di interessi trimestrali |
| Trimestrale speciale | Categorie specifiche (es. autotrasportatori per conto terzi, distributori di carburante, ecc.) | Ogni trimestre | Nessuna maggiorazione |
La liquidazione IVA mensile è il regime ordinario e non prevede limiti: ogni soggetto passivo IVA può adottarla indipendentemente dal fatturato.
Il vantaggio è che i debiti restano contenuti e il flusso di cassa è più prevedibile.
Lo svantaggio è la frequenza degli adempimenti.
La liquidazione IVA trimestrale ordinaria consente di raggruppare tre mesi in un unico calcolo, riducendo il numero di scadenze, ma comporta il pagamento di interessi dell’1% sull’importo dovuto.
È un’opzione che va comunicata nella dichiarazione IVA annuale e resta valida fino a revoca.
Liquidazione IVA trimestrale speciale – Cos’è e come funziona?
Alcune categorie di contribuenti, individuate dalla legge, effettuano la liquidazione trimestrale senza l’aggiunta degli interessi dell’1%.
Tra queste rientrano gli autotrasportatori per conto terzi, i distributori di carburante e i soggetti che svolgono attività di somministrazione di acqua, gas ed energia.
Per questi contribuenti, la periodicità trimestrale è il regime naturale previsto dalla normativa.
Le scadenze di versamento coincidono sostanzialmente con quelle dei contribuenti trimestrali ordinari, ma l’assenza della maggiorazione rappresenta un vantaggio finanziario non trascurabile.
Esistono infatti agevolazioni specifiche studiate per settori con flussi di cassa o modalità di fatturazione particolari.
Liquidazione IVA mensile e trimestrale – Quali sono le scadenze?
Rispettare le date di scadenza è cruciale per evitare sanzioni e interessi di mora.
Vediamo il calendario sintetico.
Liquidazioni mensili: il versamento va effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento.
Ad esempio, l’IVA di maggio 2026 si versa entro il 16 giugno 2026.
Fa eccezione il mese di dicembre, la cui liquidazione confluisce nell’acconto IVA (da versare entro il 27 dicembre) e nel conguaglio annuale.
Liquidazioni trimestrali ordinarie:
| Trimestre | Periodo | Scadenza versamento |
|---|---|---|
| I trimestre | Gennaio-Marzo | 16 maggio |
| II trimestre | Aprile-Giugno | 20 agosto (con proroga feriale) |
| III trimestre | Luglio-Settembre | 16 novembre |
| IV trimestre | Ottobre-Dicembre | 16 marzo dell’anno successivo (in sede di dichiarazione annuale) |
L’acconto IVA va versato entro il 27 dicembre di ogni anno, sia per i mensili sia per i trimestrali, con modalità di calcolo che possono essere storica, previsionale o analitica.
Quando una scadenza cade di sabato o in un giorno festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.
Segna queste date nel calendario perché un ritardo anche di un solo giorno attiva il meccanismo sanzionatorio.
La comunicazione delle liquidazioni IVA periodiche
Oltre a versare l’imposta, devi trasmettere all’Agenzia delle Entrate la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA, comunemente chiamata LIPE.
Si tratta di un adempimento telematico trimestrale, obbligatorio per tutti i soggetti passivi IVA, sia mensili sia trimestrali.
La LIPE si compone del Quadro VP, in cui riporti i dati riepilogativi di ciascuna liquidazione del trimestre: totale operazioni attive, totale operazioni passive, IVA esigibile, IVA detratta, debito o credito del periodo e credito riportato dal periodo precedente.
L’invio telematico LIPE deve avvenire entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre di riferimento.
Per il secondo trimestre la scadenza è fissata al 30 settembre; per il quarto trimestre è possibile trasmettere i dati direttamente con la dichiarazione IVA annuale, compilando il Quadro VP all’interno del modello.
La trasmissione avviene tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline) oppure attraverso intermediari abilitati.
Un errore nella compilazione del Quadro VP non genera di per sé un versamento sbagliato, ma può attivare controlli automatizzati e richieste di chiarimenti.
Per questo è importante che i dati siano coerenti con le annotazioni nei registri IVA e con il portale fatture e corrispettivi.
Liquidazione IVA – Come si effettua il versamento?
Il versamento dell’IVA risultante dalla liquidazione periodica si esegue esclusivamente tramite modello F24, in modalità telematica.
Non è ammesso il pagamento cartaceo.
Il modello va compilato indicando l’importo dovuto, il periodo di riferimento e il codice tributo corretto.
I principali codici tributo da utilizzare sono:
- 6001–6012: versamenti IVA mensili, da gennaio (6001) a dicembre (6012)
- 6031: IVA I trimestre
- 6032: IVA II trimestre
- 6033: IVA III trimestre
- 6035: IVA IV trimestre
- 6034: IVA acconto annuale (dovuto entro il 27 dicembre)
- 6099: versamento IVA annuale (a saldo, in sede di dichiarazione)
Se dalla liquidazione emerge un debito inferiore a 25,82 euro, il versamento non è dovuto per quel periodo e l’importo si riporta alla liquidazione successiva.
Per i contribuenti trimestrali, ricorda di aggiungere la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi, da indicare separatamente con il codice tributo 1668.
In caso di credito IVA, puoi utilizzarlo in compensazione verticale (cioè sottraendolo al debito IVA dei periodi successivi) senza formalità particolari.
Se invece vuoi compensarlo orizzontalmente con altri tributi (IRPEF, INPS, IRAP), esistono soglie oltre le quali è necessario il visto di conformità sulla dichiarazione IVA.
Quando il credito supera i 5.000 euro annui, la compensazione orizzontale è possibile solo a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione.
La corretta gestione della partita doppia e l’allineamento tra registri contabili e versamenti sono passaggi che, nella pratica, riducono sensibilmente il rischio di errori.
Se gestisci questi adempimenti con il supporto di FidoCommercialista, il tuo commercialista dedicato verifica la coerenza dei dati prima di ogni scadenza, segnalando eventuali disallineamenti tra le fatture emesse, le fatture ricevute e gli importi da versare.
Conclusioni – Tutto Quello Che Dovevi Sapere Sulla Liquidazione IVA, Adesso Lo Sai!
A questo punto hai tutti gli strumenti per affrontare la liquidazione IVA senza incertezze.
Sai come funziona il meccanismo dell’imposta, conosci la differenza tra IVA a debito e IVA a credito, hai chiare le formule di calcolo e le scadenze precise, sia per il regime mensile sia per quello trimestrale.
Sai anche come compilare la LIPE, quali codici tributo inserire nel modello F24 e come comportarti se maturi un credito.
Il rischio più concreto, nella gestione ordinaria, non è tanto non conoscere le regole, bensì dimenticare una scadenza, trascurare una rettifica o non allineare i registri IVA con i versamenti effettuati.
Errori di questo tipo si traducono in sanzioni, interessi e, nei casi più complessi, in accertamenti che assorbono tempo e risorse.
Tieni a mente tre principi pratici.
Primo: controlla i tuoi registri IVA prima di ogni liquidazione, verificando che tutte le fatture emesse e ricevute siano correttamente annotate.
Secondo: segna le scadenze nel calendario con un margine di sicurezza di almeno tre giorni lavorativi, così da avere il tempo di risolvere eventuali anomalie.
Terzo: se maturi un credito IVA significativo, valuta subito se conviene utilizzarlo in compensazione o richiederlo a rimborso, perché ritardare questa decisione può bloccare liquidità utile alla tua attività.
Se hai dubbi su come questi aspetti si applicano al tuo caso specifico, confrontati con un professionista che conosca nel dettaglio la tua posizione fiscale.
Con FidoCommercialista, il tuo commercialista dedicato segue ogni fase della liquidazione IVA: dal controllo delle registrazioni alla trasmissione della LIPE, fino al versamento tramite F24.
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Domande Frequenti Sulla Liquidazione IVA (2026)
Rispondiamo adesso alle domande più frequenti sul tema.
Quando devi versare l’IVA e quali sono le scadenze se sei mensile o trimestrale?
Se sei in regime mensile, il versamento va effettuato entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento (ad esempio, l’IVA di aprile si paga entro il 16 maggio). Per i contribuenti trimestrali, le scadenze cadono il 16 maggio per il primo trimestre, il 20 agosto per il secondo (con la proroga estiva), il 16 novembre per il terzo e il 16 marzo dell’anno successivo per il quarto trimestre, in sede di dichiarazione annuale. In entrambi i casi, l’acconto IVA va versato entro il 27 dicembre.
Come calcoli l’importo da versare o il credito considerando IVA a debito, IVA a credito e rettifiche?
Sottrai il totale dell’IVA detratta sugli acquisti dal totale dell’IVA addebitata sulle vendite nel periodo di riferimento. Se il risultato è positivo, devi versare quella differenza; se è negativo, maturi un credito da riportare. Ricorda di considerare anche eventuali note di variazione (che modificano il debito o il credito originario), il credito riportato dal periodo precedente e l’acconto IVA già versato a dicembre, che va scomputato in sede di conguaglio annuale.
Quali registri e documenti devi controllare prima di chiudere il periodo (fatture, corrispettivi, note di credito e autofatture)?
Prima di ogni liquidazione verifica che il registro IVA vendite e il registro IVA acquisti siano aggiornati con tutte le fatture emesse, le fatture ricevute, le note di credito e debito e le eventuali autofatture per reverse charge o acquisti intracomunitari. Controlla anche i corrispettivi giornalieri se operi nel commercio al dettaglio. Qualsiasi documento non registrato o registrato nel periodo sbagliato può alterare il risultato della liquidazione e generare incongruenze con i dati trasmessi nella LIPE.
Cosa cambia se sei in regime forfettario o nel regime dei minimi rispetto agli adempimenti IVA?
Se aderisci al regime forfettario, al regime di vantaggio o al regime dei minimi, non sei soggetto alla liquidazione periodica dell’IVA perché non applichi l’imposta sulle tue fatture e non hai diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti. Di conseguenza, non devi effettuare versamenti IVA periodici, non compili la LIPE e non presenti la dichiarazione IVA annuale. L’IVA pagata ai fornitori resta a tuo carico come costo deducibile ai fini del calcolo del reddito imponibile.
Come compili e invii il modello F24 per il versamento, e quali codici tributo devi usare in base al periodo?
Il modello F24 va compilato in modalità telematica, indicando nella sezione “Erario” il codice tributo corrispondente al periodo: da 6001 (gennaio) a 6012 (dicembre) per i mensili, oppure 6031, 6032 e 6033 per i primi tre trimestri. Per l’acconto si usa il codice 6034, per il saldo annuale il 6099. I contribuenti trimestrali devono indicare separatamente gli interessi dell’1% con il codice tributo 1668. L’invio avviene tramite i servizi bancari online, Entratel o Fisconline.
Cosa succede se versi in ritardo o sbagli importo: sanzioni, interessi e come usare il ravvedimento operoso?
L’omesso versamento iva o il pagamento tardivo comporta una sanzione del 25% dell’importo non corrisposto, ridotta al 12,5% se il pagamento avviene entro 90 giorni. Il ravvedimento operoso ti permette di regolarizzare spontaneamente la posizione versando l’imposta dovuta, gli interessi legali maturati giorno per giorno e una sanzione ridotta che varia in base al tempo trascorso dalla scadenza originaria. Prima agisci, minore sarà la sanzione: entro 14 giorni la riduzione è particolarmente vantaggiosa, pari a 1/15 della sanzione base per ogni giorno di ritardo.